In questi ultimi anni il mercato ha cominciato a interessarsi ai prodotti cosiddetti "naturali", non contaminati dalla chimica. C’è ormai la tendenza a tornare un po’ indietro nel tempo, dove la produzione alimentare era vincolata alle reali risorse del terreno, alle vicissitudini climatiche, alla capacità e all’intelligenza del produttore e la natura non veniva "forzata". La "Biodinamica" è, se ci consentite il termine, una forzatura della naturalità. Un prodotto "biodinamico" lo potremmo definire un prodotto biologico all’estremo dove pianta, terreno, sostanze minerali e fasi lunari fanno parte integrante di un unico meccanismo. Il tutto ha inizio circa un secolo fa, nel 1924, quando lo scienziato e filosofo Rudolf Steiner, in otto conferenze, dà una linea guida a un gruppo di agricoltori già preoccupati per il degrado delle sementi che avrebbe portato, in pochi decenni, ad una degenerazione dei prodotti quasi da non renderli più commestibili. Dopo la morte di Steiner, si crea un movimento di "agricoltori sperimentali" che hanno come programma fondamentale la vitalità del terreno e dell’habitat circostante. Gli obiettivi della biodinamica non sono diversi da quelli dell’agricoltura tradizionale e li possiamo riassumere in tre punti:
- Mantenere la terra fertile
- Mantenere in buona salute le piante
- Accrescere la qualità dei prodotti
L’azienda agricola viene vista come un vero e proprio organismo vivente inserito a sua volta all’interno del cosmo, organismo vivente più grande. La vite deve essere coltivata su un terreno che deve trovare l’energia e la salute da ciò che lo circonda integrando processi organici, terrestri e atmosferici . Dove viene coltivata la vite c’è la presenza di fasce boschive con il loro utile apporto di fauna e flora ed è essenziale non avere nelle estreme vicinanze terreni contaminati. Il risultato è una vite resistente alle fitopatie e altamente produttiva. Claude Bouguignon, ingegnere agronomo, negli anni 70, metteva in guardia dall’uso sconsiderato della chimica, osservando che anche in prestigiosi cru (vigneto con particolari caratteristiche) l’attività del sottosuolo era inferiore a quella del Sahara!!! Preparati biologici come il corno-letame e il corno-silice non fanno altro che stimolare la vitalità del suolo e le danno l’input per proseguire il cammino naturale. Pertanto, non è sufficiente dare ai terreni le sostanze giuste, ma bisogna che si metta in moto una macchina che in maniera naturale, unitamente con le fasi cosmiche e lunari, vada avanti da sola. In pratica bisogna, secondo i biodinamici, attivare la vita nella terra in modo che le sostanze presenti in essa possano essere liberate e assimilate dalle piante nella giusta misura. Tutto questo avviene grazie ai lombrichi, vermetti e microorganismi. L’uso di concime chimico frena questo processo naturale.
La biodinamica pone la Terra all’interno dell’Universo e soggetta alle sue leggi; basti pensare a come il sole e i cicli lunari influenzino gran parte della nostra vita.
Una studiosa tedesca, Maria Thun, dopo vent’anni di ricerche sull’influenza della luna nel campo dell’agricoltura, ha potuto creare il calendario delle semine. In base alle sue ricerche, notò che le parti di una pianta (radice, foglia, frutto, fiore) si sviluppano secondo la posizione lunare. I suoi studi sono stati ripresi negli ultimi anni e alcuni ricercatori sembrano confermare le sue tesi. Oltretutto, sembra, che tutto questo valga solo se i terreni sono coltivati biodinamicamente. A dire dei biodinamici, in annate difficili, le loro viti hanno prodotto uguale se non meglio di quelle trattate.
Il termine "biodinamica" è un marchio commerciale detenuto dalla "Demeter International", associazione di coltivatori che si propone, attraverso un disciplinare, di mantenere i medesimi standard tra i coltivatori sia nella fase di produzione che di trasformazione dei cibi. Ogni Stato ha la propria associazione "Demeter" che deve adeguarsi agli standard e ai protocolli dettati dalla "Demeter International".